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Breve saggio sull’ossessione locale causata dalla previsione (profezia) di un’altra forte scossa di terremoto

Dicono che TU sia incombente, sei nella coscienza dell’Abruzzo Interno. SEI l’unica paura in comune e si aspetta solo il momento. Umana fantasia spinta dal terrore, mistificata,  PUOI diventare realtà distruttiva se non TI fermo. Ora accucciata davanti le porte delle nostre case, ora TI levi, ora VUOI incombere e tenerci afflitti e spaventati. Abbandono il presagio di TE e lo lancio dritto oltre la faglia del Morrone (Appennini abruzzesi). La città Non è pronta, non è ora, è già troppo devastata. Eppure il pensiero si fa grande, si avviluppa tra la gente e fa tremare le mie stanze. Cova tra le crepe silenziose ma spietate dei muri già provati e insonni, fa combutta con le paure, tante! Fa tremare le gambe e le braccia, fa abbassare gli sguardi e annerisce i volti, fa svuotare lo stomaco e morde al torace.

Non è ora Distruzione, spegni sola sola tra queste parole che le voci perse nel tuo cosmo sono strane. Anche se fosse giunto il momento, mica li cambi mica gli abruzzesi ..  proprio nel momento del bisogno loro si fanno coesi. Per carità non metterli alla prova, infondo in cuor mio amo l’Aquila e Sulmona e tu stattene lontana, il più possibile distante.

TI stanno invitando alla mia terra, tra la mia gente, tra le cose mie più care!

Dissuaderti ora è una missione, lo è da quel Venerdì Santo, da quando infima e spietata strusciasti con la breve  processione.

MTrozzi

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Politici, religiosi e nullatenenti sono i più potenti

Maria Trozzi

Un detto tra tutti è davvero indicativo, naturalmete è la summa della saggezza popolare abruzzese di origine controllata (doc).

Sta a voi conoscerlo e rifletterlo:

Tre so’ le Putenze:

lu Papa, lu RRe ..e chi nen te nu cazz niende!


Sulmonese. Eccelli nella pratica del parlar male alle spalle. Persuadi gli altri al massacro di chi è diverso, perchè nell’andito più tetro della tua casa cammini all’ombra dell’insicurezza contro ogni altro essere umano. All’ opposto io che le cose che sento e provo, sulmonese, te le dico in faccia a testa alta e guardandoti negli occhi, declamando una mezza riga del futuro libro che mai ti dedicherò.

M.Trozzi

Grandi autori e magnifiche menti, basti pensare ad un big  abruzzese come il pescarese Ennio Flaiano (05-05-1910), indicavano e spesso raccontavano nelle loro opere le caratteristiche (usi e costumi) della terra di origine e dei luoghi circostanti, senza mancare l’affondo ai difetti più popolari. (mt)


Luce i ombre, ovvero Luci ed ombre è il titolo del libro scritto da Evandro Ricci, in dialetto abruzzese. L’autore è originario di Secinaro (Aq),  allo zenit del vasto territorio collinare della Valle Subequana Ruris Super Aequor oltre le terre dei  Paeligni (da  Pelagus).

Autore  Evandro Ricci.

Edizione Paper’s World sSrl)


Scritto dal sulmonese  Claudio Spinosa questo testo difficilmente riusciremo a trovarlo in libreria.

Volete saperne di più?

Basta chiedere la recensione con un semplice commento sul blog e vi garantisco che sarà  accuratissima.

Se lo desiderate posso passare in rassegna i vostri libri e recensirli, dovreste però inviarmi i testi.

Le Superstizioni degli Abruzzesi

E’ alquanto singolare, nell’opera,  la nota sulla jettatura scritta da Alfonso Maria Di Nola, l’ateo che credeva al diavolo, così lo definirono i critici del XX  secolo. Edito dai quaderni de La Rivista abruzzese questo testo, scritto da Emiliano Giancristofaro, è da non perdere.

Per saperne di più..  basta segnalarmi la richiesta di una recensione sul blog per farvi un’idea del libro che vi accingete a comprare o a leggere.

Se lo desiderate posso recensire le vostre opere letterarie dovreste però inviarmi i testi.

mtrozzi@libero.it


Castelli dell'Appennino

Pratola Peligna (Aq). Il 17 Aprile alle 16.30 presso il Teatro Comunale, il Comune di Pratola Peligna, in collaborazione con l’Istituto Italiano dei Castelli, organizza un Seminario di studi su Il castello di Orsa e l’antico scacchiere difensivo della Valle Peligna a cura dell’ Archeoclub d’Italia.


Locandina del Programma

Programma del Seminario


Leggende del Lago di Scanno

Pratola Peligna (Aq). Il 21 Aprile alle 18.00 presso Palazzo Colella sarà presentato il libro Leggende del Lago di Scanno a cura del Centro Nazionale di Ricerche  Antonio De Nino e della ProLoco di Pratola Peligna.  Saranno presenti Emiliano Splendore, Presidente Cnr Antonio De Nino, Franca Bianchi, Presidente Proloco, Rosa Cimmarco del Centro Servizi Culturali Regione Abruzzo. Letture a cura di Diana Cianchetta, scrittrice e autrice del testo. Interverrà Enrichetta Santilli, Storico d’Arte della Soprintendenza Bsae Abruzzo. Conosceremo Fantasia e storia nelle leggende del Lago di Scanno attraverso la conoscenza e la memoria di una grande scrittrice Italia Gualtieri, autrice anche del libro Il racconto popolare tra memoria, identità ed utopia.
Non mancheranno intermezzi musicali



Tradizioni della settimana Santa sulmonese

Mercoledì 31 marzo alle 17.30 presso l’Auditorium dell’Annunziata di Sulmona (Aq), presentazione del libro Santa Settimana dei  giornalisti Giuseppe Fuggetta e Claudia Lattanzio (Edizioni VideoService).

Nella sala dell’ex cinema  Pacifico di Sulmona (Aq), domenica alle 18, si terrà il tradizionale  concerto di beneficenza del Coro dell’Arciconfraternita della S.S. Trinità. Prima parte del concerto con il soprano Alessia De Amicis e il tenore Maurizio Pace. In programma brani di Mercadante, Rossini, Handel, Bach-Siloti, Bizet, Strass, Mozart e Franck.

Sarà poi la volta del Coro dell’Arciconfraternita che eseguirà i brani del Miserere, Amplius, Tibi soli ed Ecce, musicati da Federico Barcone e Giovanni Galli.
Il coro trinitario sarà diretto dai Maestri Franco Quacchi, Luca Zavarella e Concezio Barcone.

Detto Da Me


 
 

Là Dove Cadono Le Stelle

L’ESPERIENZA E’ LA SOMMA DELLE FREGATURE PRESE !

di Maria Trozzi


  • Se ogni uccello conoscesse il grano ogni campo ne sarebbe scarzo
  • Se ogni uccello lo conoscesse, il grano non crescerebbe in nessun campo. 

L’antico vestito di nozze è notevolmente diverso dai costumi tradizionali abruzzesi , sembra più antico. Il seno della sposa viene fatto apparire con una protuberanza al centro.

Il 14 agosto  Ju Catenacce rievocazione del matrimonio scannese in costume tradizionale

Il 16 agosto tradizionale appuntamento con i fuochi pirotecnici sul lago di Scanno

Alla fine dell’800 era usanza per 3 anni, dalla morte del marito, coprire il viso con un fazzoletto nero. I parenti del defunto piangevano solitamente a casa e nelle cerimonie funebri modeste  il feretro non aveva più di 4 maniglie così per il numero di uomini e donne da pagare per trasportare la bara e piangere il defunto.  Uso vuole che appena dopo il funerale la famiglia del de cuius hereditate agitur distribuisse carne cruda e si tingevano di nero, presso uno speciale caldaio, gli abiti di chi aveva assistito al funerale, era considerato nemico chi si sottraeva all’usanza.


Through the Appennines and the lands of the Abruzzi

Through the Appennines and the lands of the Abruzzi

E’ la nuova edizione  dell’opera che la scrittrice inglese Estella Canziani (12 gennaio 1887 – 23 agosto 1964) scrisse durante il suo viaggio in Abruzzo,  nel 1912.  Una formula finalmente autentica e avvincente del libro. La traduzione e riorganizzazione dei brani era attesa da anni. La lunga attesa non è stata vana perchè ha restituito l’opera originale della Canziani alla terra d’Abruzzo. Ha ridato  prestigio e caratteristiche proprie al testo e alle tradizioni del Centro Italia. Uno scritto che fu in primis una ricerca accurata e  poi anche appassionata e avventurosa degli usi e dei costumi delle selvagge terre degli Abruzzi. Ogni singolo capitolo è un tesoro di scoperte: storie, racconti, detti popolari, nenie e filastrocche, raccoglie e descrive le paure di un tempo, superstizioni, incantesimi, magia degli elementi, formule contro il malocchio, cure non convenzionali, decine di usi e costumi della vita contadina. Ogni singolo paragrafo è un tesoro che convince  molti scrittori contemporanei a ricostruire il passato, le origini. Tempi  antichi e semplici, giornate lente e difficili, uomini forti diversi che sono stati, nostra fortuna, riconquistati assieme alla tradizione, impressi e sigillati grazie all’opera di  questa grande donna vissuta a Londra. Lode soprattutto alla traduzione autentica eseguita con abile e umile saggezza da Diego Grilli che riconsegna alla comunità abruzzese un pezzo di storia e di tradizioni incredibilmente popolari, ma consapevolmente disconosciute dalla gens d’ Abruzzi. Sapevamo che c’era una volta, ma l’abbiamo dimenticato! Il merito più importante di questo libro e dei suoi personaggi è di averci offerto l’opportunità di riconoscere  tracce di noi nella storia locale e negli usi e costumi della memoria. Un paradosso potrebbe apparire il fatto di affidare la storia di una regione, l’Abruzzo,  ad un’artista e scrittrice inglese. L’identità spirituale, il carattere forte e gentile di questa donna appassionata conferma però le origini italiane, abruzzesi, dei racconti suoi e del padre che l’hanno portata fino a noi.  Il padre Enrico Canziani era  ingegnere civile italiano e accompagnò in viaggio la figlia, nel cuore degli  Abruzzi, nella terra selvaggia che offrì loro questa affascinante, memorabile  e  antica avventura. (Synapsi edizioni 327 pag.)mt